Quota Partenza:1737 m.
Quota Arrivo :2656 m.
Dislivello :919 m.
Lunghezza :20 Km.
Durata :5 Ore ( 3.15 in Salita 1.45 Discesa )
D e s c r i z i o n e P e r c o r s o
Il Santuario di Cuney, meta dell'escursione, risale alla prima metà del XVII secolo. La tradizione popolare vuole che in questo luogo alcuni pastori, provenienti dal Vallese intorno all'anno mille si fossero rifugiate per attendere l'avverarsi della fine del mondo, venerando una statuetta della Madonna.
Il santuario, a quota 2652 metri, il più elevato della Valle d'Aosta é meta, il 5 agosto di ogni anno, di un pellegrinaggio delle popolazioni delle valli attigue. Al suo interno sono collocati numerosi ex voto. Per la visita é necessario prendere accordi con il parroco di Lignan. Accanto al santuario trova posto un simpatico rifugio ricavato dalla ristrutturazione di un antico fabbricato, che viene utilizzato come posto tappa per l'alta via n. 1
Descrizione dell'itinerario
dal piazzale nei pressi della chiesa di Lignan (m 1633) si imbocca la bella mulattiera che sale tra ampi pascoli fino a entrare in una fascia boschiva. Superata quest'ultima si tocca l'Alpe di Fontaney (m 2079), quindi si attraversa un rado lariceto per portarsi sulle aperte praterie dell'Alpe Tza Fontaney, che in breve si raggiunge (m 2302, ore 1,30) Si prosegue piegando a destra sulle pendici della Costa di Champorcher fino a entrare in una conca prativa; una succes- sione di pianori dà accesso alla breve rampa del Col du Salvé (m 2588, ore 1). Dall'ampia sella del valico la vista si apre e si scorge il Santuario di Cuney
Si prosegue dapprima in piano, poi in leggera discesa in direzione nord, lasciando sulla sinistra la deviazione per il Col Chaleby sino a raggiungere un torrentello. Si segue ora l'evidente segnaletica dell'Alta Via n 1, il sentiero attraversa in lieve discesa le pendici della Becca Fontaney, quindi risale le balze che danno accesso alla conca nella quale è posto il santuario (m 2652, ore 1).Accanto a quest'ultimo vi è il rifugio delI'Alta Via nel quale è consigliabile pernottare per godere del sorgere del sole che tinge di arancione la sovrastante parete est della Becca del Merlo che ha un aspetto e un colore dolomitici, inconsueto nelle Alpi Pennine. Per il ritorno si consiglia di ripercorrere l'itinerario di salita.
E l e n c o F o t o
N o t e P e r c o r s o
Note del percorso
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